{"id":1822,"date":"2025-04-16T14:13:24","date_gmt":"2025-04-16T14:13:24","guid":{"rendered":"https:\/\/media-evalia.com\/senza-categoria\/ordine-dellamore-o-amore-dellordine\/"},"modified":"2026-02-06T08:57:42","modified_gmt":"2026-02-06T08:57:42","slug":"ordine-dellamore-o-amore-dellordine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/media-evalia.com\/en\/classical-contemporary\/ordine-dellamore-o-amore-dellordine\/","title":{"rendered":"Ordine dell&#8217;amore o amore dell&#8217;ordine?"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono massime o detti che si cristallizzano a poco a poco, e acquisiscono gradualmente un carattere di autorevolezza o autorialit\u00e0 (diventano <em>auctoritates<\/em>, nel significato medievale del termine). Una di queste massime \u00e8 quella che recita: \u00abcharitas bene ordinata incipit a se ipso\u00bb \u2013 \u00abl\u2019amore (di carit\u00e0) ben ordinato comincia da s\u00e9\u00bb. L\u2019idea di un ordine dell\u2019amore o della carit\u00e0 ha una sua origine scritturale nel <em>Cantico dei cantici<\/em>, e pi\u00f9 precisamente in un versetto che compare nella <em>Vulgata <\/em>latina (2,4: \u00abIntroduxit me in cellam vinariam \/ Ordinavit in me charitatem\u00bb; nella Bibbia della Cei si legge invece, per esempio: \u00abMi ha introdotto nella cella del vino \/ e il suo vessillo su di me \u00e8 amore\u00bb); significativamente, \u00e8 una frase detta dall\u2019innamorata (dalla \u00abmalata d\u2019amore\u00bb) al suo amato, che non riguarda alcuna gerarchia nelle relazioni d\u2019amore (e men che meno nei rapporti sociali). Il passo tratto dall\u2019epistolario paolino (Prima lettera a Timoteo, 5,8) evocato a sostegno di Vance da alcuni vescovi conservatori americani non \u00e8 in alcun modo pertinente: l\u2019Apostolo scrive che non si prende cura dei suoi cari, e della sua famiglia in particolare, rinnega la fede ed \u00e8 peggio di un infedele, ma non suggerisce nessun ordine o nessuna gerarchia tra coloro che vanno amati o tra le forme di amore.   <\/p>\n\n<p>Come tale, il principio secondo cui l\u2019amore ben ordinato comincia da s\u00e9 stessi non compare n\u00e9 in Agostino d\u2019Ippona n\u00e9 in Tommaso d\u2019Aquino. Tuttavia, l\u2019elaborazione teorica di un \u2018ordine dell\u2019amore\u2019 ( <em>ordo amoris<\/em> o <em>ordo charitatis<\/em>) viene di solito attribuita ad Agostino, i cui scritti (in particolare, <em>La citt\u00e0 di Dio<\/em>) avrebbero esercitato un influsso decisivo nella conversione di Vance al cattolicesimo, e dovrebbero ovviamente essere pi\u00f9 che ben noti al nuovo pontefice, che appartiene all\u2019Ordine degli Eremitani di Sant\u2019Agostino (ma sulle vicende intellettuali di questo terzo grande Ordine mendicante, dopo Domenicani e Francescani, ci sarebbero tante cose interessanti da ricordare e precisare, come il fatto che nel Medioevo, e pi\u00f9 precisamente nel Capitolo di Firenze del 1287, la figura di riferimento dottrinale sia stata individuata dagli Agostiniani nel teologo scolastico \u2013 ben vivo e vegeto, in quel momento! \u2013 Egidio Romano, e non in Agostino stesso). In effetti, nel XV libro della <em>Citt\u00e0 di Dio<\/em> (c. 22) Agostino scrive: \u00abOgni creatura [\u2026] pur essendo buona, pu\u00f2 essere amata con un amore buono o cattivo; buono quando si rispetta l\u2019ordine, cattivo quando l\u2019ordine viene turbato. [\u2026] Perci\u00f2 mi pare che si possa definire la virt\u00f9, in modo conciso ed efficace, come ordine dell\u2019amore\u00bb. Anche in questo caso il contesto fa riferimento per\u00f2 all\u2019amore per cos\u00ec dire fisico, e in particolare all\u2019esegesi dell\u2019episodio della Genesi (6,1) in cui si dice che \u00abi figli della citt\u00e0 di Dio\u00bb, cio\u00e8 coloro che appartenevano alla comunit\u00e0 della Chiesa pellegrina in questo mondo, presero ad amare \u00able figlie degli uomini\u00bb, che vivevano secondo la carne, per la loro bellezza. \u00c8 la bellezza dei corpi a essere in gioco: bellezza che \u00e8 certamente opera di Dio \u2013 per Agostino \u2013 e in quanto tale non va per nulla disprezzata, ma che diviene oggetto di un amore sbagliato, disordinato, se viene anteposta all\u2019amore di Dio.    <\/p>\n\n<p>\u00c8 alla luce di questa stessa visione che va interpretato anche il passo tratto dalla <em>Dottrina cristiana<\/em> (I, 22, 23) che viene ugualmente sempre chiamato in causa a proposito dell\u2019ordine dell\u2019amore. \u00abQuattro dunque sono le cose che dobbiamo amare\u00bb \u2013 scrive qui Agostino \u2013; \u00abuna \u00e8 sopra di noi [Dio], un\u2019altra siamo noi stessi, una terza ci \u00e8 assai vicina [gli altri uomini], una quarta \u00e8 inferiore a noi [il corpo o i corpi]\u00bb. Prendendo questo elenco come una gerarchia, verrebbe effettivamente da pensare che l\u2019amore per s\u00e9 sia anteposto a quello per gli altri. Agostino per\u00f2 aggiunge che mentre il secondo e il quarto tipo di amore sono naturali (\u00abuna elementare norma naturale comune anche agli animali\u00bb), e non hanno bisogno perci\u00f2 di alcun precetto, siamo invece tenuti all\u2019amore per Dio e per il prossimo (il che vuol dire, seguendo questa indicazione, che tutte le politiche di inclusione non sono uno sterile inutile orpello, o un pericolo, ma qualcosa di necessario, dal momento che l\u2019amore per gli altri non \u00e8 per nulla scontato, ma va coltivato). E non a caso questi due precetti \u2013 continua Agostino \u2013 sono riunificati nel \u2018nuovo\u2019 comandamento dato da Ges\u00f9: \u00abAmerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente, e amerai il prossimo tuo come te stesso\u00bb. Chi invece non ama gli altri suoi simili, ma intende piuttosto dominarli, cade in una superbia intollerabile. Non c\u2019\u00e8 dunque nulla, in Agostino, che legittimi la convinzione che il concetto cristiano di \u2018ordine dell\u2019amore\u2019 consista nel fatto che si ama prima la propria famiglia, poi il prossimo, poi la propria comunit\u00e0, poi i propri concittadini e poi il resto del mondo. Per Agostino, tutti gli uomini debbono essere amati ugualmente (<em>La dottrina cristiana<\/em>, I, 28, 29); solo dal punto di vista pratico, se non \u00e8 possibile intervenire a vantaggio di tutti, ci si deve preoccupare di coloro a cui si pu\u00f2 realmente essere utili, perch\u00e9 sono vicini per circostanze di luogo o di tempo o anche semplicemente per sorte.       <\/p>\n\n<p>Considerato il caso di Agostino, resta quello di Tommaso d\u2019Aquino, a cui pure viene riportata l\u2019interpretazione dell\u2019\u2018ordine dell\u2019amore\u2019 proposta da Vance. Ma in realt\u00e0 \u00e8 ugualmente difficile leggere Tommaso in questo modo. Nella <em>Somma di teologia<\/em> (e pi\u00f9 precisamente nelle <em>Secunda Secundae <\/em>\u2013 la \u2018seconda parte della seconda parte\u2019 \u2013 qq. 25 e 26) Tommaso concede che ovunque v\u2019\u00e8 un principio primo, deve anche esservi un ordine (delle cose che seguono): se dunque Dio \u00e8 principio primo del bene e dell\u2019amore, vi sar\u00e0 un ordine dell\u2019amore o della carit\u00e0. Ma tale ordine, per questa stessa ragione, dipende essenzialmente ed esclusivamente dal rapporto che gli oggetti di amore hanno verso Dio (q. 26, art. 1). L\u2019ordine dell\u2019amore, come in Agostino, non pu\u00f2 che partire dal principio, per includere poi angeli e uomini (senza una distinzione originaria tra s\u00e9 e gli altri), e arrivare infine ai corpi, che partecipano del bene e dell\u2019amore in modo indiretto, per sovrabbondanza (q. 25, art. 12). Anche qui non c\u2019\u00e8 alcun riferimento diretto al fatto che si debba privilegiare s\u00e9 e la propria comunit\u00e0 rispetto al resto degli uomini. E anche quando (q. 26, art. 4) Tommaso si chiede se l\u2019uomo debba amare con carit\u00e0 se stesso pi\u00f9 che il prossimo, il registro della risposta \u00e8 sempre quello della distinzione tra natura spirituale e natura corporea. Amare prima o pi\u00f9 s\u00e9 che gli altri vuol dire essenzialmente preservare l\u2019integrit\u00e0 della propria natura spirituale: l\u2019amore di s\u00e9 \u00e8 \u2018ordinato\u2019 solo in quanto partecipa dell\u2019amore divino e del bene divino. \u00c8 questo l\u2019ordine dell\u2019amore: un ordine verticale, e non l\u2019ordine orizzontale \u2013 a cerchi concentrici \u2013 che va da s\u00e9 e dalla propria famiglia alla comunit\u00e0 di appartenenza e solo da ultimo al resto del mondo. Come Tommaso precisa in questo stesso luogo (<em>ad 3<sup>um<\/sup><\/em>), il bene comune \u00e8 sempre pi\u00f9 amabile di quello proprio, come il bene del tutto \u00e8 sempre preferibile a quello di una parte. L\u2019amore ordinato non \u00e8 quello subordinato ai propri interessi e a quelli della nostra cerchia: \u00e8 quello che si oppone al male di ogni peccato. Non rientra dunque nell\u2019ordine dell\u2019amore \u2013 come lo concepisce Tommaso \u2013 espellere dal proprio territorio in condizioni indecorose, disumane e di pericolo chi non appartiene alla nostra comunit\u00e0 storica contingente, n\u00e9 lasciar morire di fame e sete, in un gommone nel Mediterraneo, chi \u00e8 in cerca di una vita migliore. Non si pu\u00f2 e non si deve confondere l\u2019amore per l\u2019ordine (sociale) con l\u2019ordine della carit\u00e0.             <\/p>\n\n<p>Ps: al di l\u00e0 di un celebre scritto di Remo Bodei (<em>Ordo amoris. Conflitti terreni e felicit\u00e0 celeste <\/em>, il Mulino, Bologna 1991) il pi\u00f9 bel libro sull\u2019ordine della carit\u00e0 l\u2019ha scritto, in francese, un italiano, Alberto Frigo, che insegna ora Storia della filosofia all\u2019Universit\u00e0 di Milano: <em>Charit\u00e9 bien ordonn\u00e9e. <\/em><em>De Saint Augustin \u00e0 Goethe<\/em>, Les \u00c9ditions du Cerf, Paris 2021. Sarebbe bello potersi soffermare qui sul modo in cui Goethe rimodula l\u2019 <em>ordo <\/em>agostiniano, ma preferisco riprendere da Frigo la citazione iniziale tratta dal commento al <em>Cantico dei Cantici<\/em> di Madre Ang\u00e9lique Arnauld (1591-1661), celebre badessa di Port-Royal: \u00ab \u00c8 un detto comune che la carit\u00e0 ben fatta inizia da s\u00e9 stessi: ma spesso si abusa di questo detto per come lo si interpreta; perch\u00e9 la carit\u00e0 ben fatta non inizia da s\u00e9 stessi mettendosi davanti agli altri, ma rallegrandosi di essere sotto tutti e disprezzati dagli altri, non per amore loro, visto che loro non ci guadagnano niente, ma per amore verso noi stessi, perch\u00e9 \u00e8 un vantaggio per noi\u00bb.<\/p>\n\n<p><strong class=\"article-link-ending-page\"><a href=\"https:\/\/media-evalia.com\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/La-Rassegna_Il-Punto-del-Corriere-della-Sera_Pasquale-Porro_Ordine-dellamore-o-amore-dellordine.pdf\">Questo intervento \u00e8 stato pubblicato su <em>La Rassegna<\/em> de <em>Il punto del Corriere della Sera<\/em>, in data 16.05.2025<\/a><\/strong><\/p>\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono massime o detti che si cristallizzano a poco a poco, e acquisiscono gradualmente un carattere di autorevolezza o autorialit\u00e0 (diventano auctoritates, nel significato medievale del termine). 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